CONFERMA LA TUA PRESENZA! (CELL. 3476400395)
Sabato 14 marzo 2026, ore 17.30, Hotel Balestri, Firenze
(completamente restaurato, bellissimo, sull’Arno! Piazza Mentana 7).
Stefano Wittum ci racconterà non solo le vicissitudini dell’albergatore alle prese con i clienti, ma anche i problemi da risolvere e da prendere con filosofia… e d’altronde Stefano è un filosofo della vita e dell’ospitalità, una lunga carriera che continua ancora e che vuole raccontare in un appuntamento serissimo e divertente!
Con Stefano Wittum ci saranno Luigi Adamo, Luca Ravazzi, Francesco Bechi, Gabriella Picerno.
A moderare l’incontro sarà Ennio Bazzoni di Nardini Editore.
Ci sarà la possibilità di partecipare a una visita guidata nel bellissimo hotel completamente restaurato.
Chiuderemo con l’Apericena, nello stile dei migliori albergatori e della migliore ospitalità.Ma confermate la vostra partecipazione!
Ci vediamo al Balestri!
“Sembra l’inizio di un film dell’orrore: arrivare di notte in una città sconosciuta, con un tempo pessimo e incapaci di raggiungere l’albergo dove si è riusciti a prenotare solo all’ultimo momento. Ma basta saltare una coincidenza, arrivare in ritardo all’aeroporto, per sentirsi persi. È allora che viene in soccorso l’albergatore che, chiamato extrema ratio, ha la chiave per risolvere il giallo. Dicesi disponibilità, capacità di accogliere, quel particolare che lo fa partire per l’incontro con il cliente sconosciuto, portarlo in albergo, rifocillarlo e soprattutto ascoltarlo, perché il viaggiatore ha sempre voglia di parlare del viaggio appena fatto, soprattutto se pieno di guai…” (Esther Diana).
Lo sguardo inedito su un mestiere “pressoché sconosciuto”, per la prima volta descritto attraverso una visione realistica, quella di chi l’albergatore lo ha fatto davvero. Un affresco nel quale, non senza ironia, si dipana quasi mezzo secolo di vita vissuta: ecco il Nostro alle prese con le difficoltà della gestione di hotel di piccole e grandi dimensioni ma anche con la bellezza di un lavoro che sa essere duro e affascinante e che non può prescindere dall’incontro con il cliente. Il contatto umano assume una dimensione a tratti romanzesca: un andirivieni di personaggi, i bisogni e le richieste di ognuno – a volte gentili, a volte meno, a volte per niente –, l’accoglienza premurosa che riesce a tranquillizzare e il boccone amaro da ingoiare, la comprensione, l’ascolto. Perché l’host diventa addirittura psicologo, una sorta di confessore. La visione dell’uomo che esce da queste pagine è del tutto inconsueta: la razionalità cessa di essere l’unico criterio valido della conoscenza e nelle tante, diverse figure descritte finiamo, dall’una e dall’altra parte, per riconoscerci, affrontando un viaggio nel tempo di ieri e di oggi fra riflessioni che strappano considerazioni e, perché no, anche sorrisi.

