Ingmar Bergman alle Murate di Firenze

Giovedì 17 settembre 2020, ore 18.30 – Caffè Letterario delle Murate – Piazza delle Murate, Firenze

Presentazione del libro
L’OCCHIO DEL DIAVOLO
Agoni, smarrimenti, riscatti nel cinema di Ingmar Bergman
di Franco Marucci

Primo titolo della collana Blow-Up

Sarà presente l’autore
Presenta Marco Luceri, critico cinematografico del “Corriere Fiorentino
Video di introduzione su schermo digitale

L’occhio del diavolo è un film bergmaniano che è una raffinata variazione ricamata originalmente sulle trame dei due principali e più rivisitati miti occidentali, quelli di Faust e di Don Giovanni. Ma il titolo di questo libro riassume in un esergo fantasioso un filo conduttore che percorre tutta la filmografia del regista. Dalle sue radici luterane Bergman indaga infatti l’agone tra divino e diabolico nella vita umana lasciando all’uomo, sempre preda delle sue allucinazioni e dei suoi smarrimenti, poche possibilità di riscatto. Sennonché il “diavolo” è in fondo Bergman stesso, che con il suo occhio scruta questi agoni “come in uno specchio”, uno specchio nebuloso, offuscato, distorto.

Franco Marucci ha insegnato Letteratura inglese principalmente nell’Università Ca’ Foscari di Venezia, dove è stato professore ordinario per un venticinquennio. Gli otto volumi della sua Storia della letteratura inglese sono stati pubblicati da Le Lettere, Firenze, 2003-2017, e sono disponibili anche in traduzione integrale inglese (Peter Lang, Oxford, 2018-2019). La sua produzione nell’ambito della letteratura inglese comprende anche svariate monografie critiche su singoli autori, saggi, readers e cure, traduzioni, edizioni di testi. Interessato da sempre ai rapporti tra letteratura e arti, ha scritto sulla filmografia completa di Michelangelo Antonioni e su Luchino Visconti, Federico Fellini, Stanley Kubrick, Woody Allen e altri registi, nel suo blog

Offelia Suite di Luca Cedrola premiato all’International Theater Festival – Actor of Europe

Due importanti riconoscimenti per il teatro italiano all’International Theater Festival – Actor of Europe 2020.


Viola Graziosi in Offelia Suite

A Viola Graziosi è stato assegnato dalla giuria del Festival “Actor of Europe” presieduta da Meto Jovanoski, il premio come miglior attrice 2020, e premio a Luca Cedrola come miglior autore, per la pièce “Offelia Suite”.

Lo spettacolo ha rappresentato l’Italia nella prestigiosa rassegna internazionale ideata da Jordan Plevnes e giunta alla sua diciottesima edizione, la cui cerimonia di premiazione si è svolta il 30 agosto scorso a Resen, in Macedonia, nella splendida cornice di Palazzo Saraj. Un premio che nel corso degli anni è stato attribuito a grandi artisti e personalità del mondo teatrale europeo come Bruce Myers, Marcel Bozonnet, Jacques Lacarrière.

Offelia Suite è prodotto da Tradizione e Turismo – Centro di produzione Teatrale e si avvale dell’adattamento drammaturgico e della regia di Graziano Piazza, delle musiche originali del Maestro Arturo Annecchino, delle elaborazioni sonore di Michele Fiori e dei costumi di Alessandra Giuri.

Luca Cedrola. autore

Lo spettacolo ha debuttato nel luglio 2019 al Festival La Notte dei Poeti in Sardegna. È stato presentato al Festival Quartieri dell’arte di Viterbo e alla Cappella Bonajuto di Catania. Ha fatto parte del cartellone “Il Teatro di Radio3” a cura di Laura Palmieri, e nel febbraio del 2020 è stato ospitato in versione francese all’Istituto di cultura italiana di Parigi. Questa primavera era in programma al Teatro di Villa Torlonia per il Teatro di Roma, e al Teatro Sannazzaro di Napoli. Sospese causa Covid, le repliche saranno riprese nella prossima primavera. L’opera “Offelia” è pubblicata da Nardini Editore nella collana Sottotesto.

Modigliani ritorna a casa: da Nardini

Amedeo Modigliani Vita e Passioni. Nardini Editore

Nel centenario della morte del maestro, Nardini Editore ripubblica la biografia più nota e importante di Amedeo Modigliani, scritta da André Salmon e pubblicata da Nardini nel 1958, in una nuova e più completa traduzione. Con un capitolo inedito.

Un libro che narra anche di quella Parigi cosmopolita che seppe accogliere, valorizzare e riconoscere tanti nuovi e originali talenti provenienti da tutta Europa. La biografia, accompagnata da un adeguato supporto critico e documentario, offre nuove e appassionanti conoscenze sugli anni parigini del più amato pittore del Novecento italiano. La nuova traduzione offre al pubblico per la prima volta e con il permesso dell’erede di Salmon, Jaquelin Gojard, un capitolo mai pubblicato in Italia. Un testo fondamentale per gli amanti di Modigliani e della storia dell’arte del Novecento.

André Salmon, poeta, critico e giornalista francese (1881-1969) è stato nel 1926 il primo biografo del maestro con la pubblicazione Modigliani (Paris, Le Quatre Chemins) e ancora nel 1957 con il volume La vie passionnée de Modigliani, tradotta in italiano l’anno successivo da Nardini Editore con il titolo Modigliani. Vita e Passione.

Cura del volume e traduzione:

Franca Bruera: Professore ordinario di Letteratura Francese presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Torino, specialista di letteratura del XX secolo di area francese e in particolare studiosa di Guillaume Apollinaire e delle avanguardie storiche. In questo ambito, ha al suo attivo numerose pubblicazioni e studi.

Marilena Pronesti: Dottore di ricerca in Letteratura Francese, specialista e studiosa di André Salmon cui ha dedicato diverse pubblicazioni. Attuale attività: cultrice della materia presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Torino.

Siamo aperti anche a luglio e agosto!



Nardini Editore non chiude la sua attività nel periodo estivo. Continueremo, anzi, a lavorare a nuovi progetti e alle nuove uscite che vedranno la luce nelle prossime settimane e nei prossimi mesi. Non solo Beni Culturali (e anche qui le grandi sorprese non mancheranno) ma letteratura, teatro, cultura dell’alimentazione, saggistica, architettura, e molto altro ancora. E l’attività di vendita e spedizione continuerà come sempre!

Dopo l’uscita, a luglio di due testi di narrativa e poesia (In cammino e Le finestre di fronte che inizia la nuova collana di narrativa Connessioni che farà sicuramente parlare di sé), ad agosto sarà la volta della nuova edizione (la quarta), completamente riveduta dell’ormai classico bestseller Viaggio illustrato nella cucina ebraica.

Sempre ad agosto, in occasione del centenario della morte, Nardini Editore ripubblicherà la più importante e famosa biografia di Amedeo Modigliani, scritta da André Salmon e pubblicata proprio da Nardini nel 1958, con una nuova e finalmente più completa traduzione. Un vero gioiello imperdibile per gli appassionati dell’arte e del maestro.

E le sorprese di queste settimane non sono finite. Altri titoli importanti, poi, sono in arrivo a settembre, testi che faranno parlare di sé nel settore del restauro e in molti altri.

Quindi, anche nel periodo estivo non smettete di seguirci. Noi, come abbiamo detto, non chiudiamo con l’unica eccezione (parziale) della settimana di Ferragosto. Anche l’attività di vendita e di spedizione sarà sempre operativa. Contattateci per qualsiasi esigenza o veniteci a trovare al nostro bookstore di Firenze. Siamo sempre aperti.



Mercoledì 29 luglio, presentazione “Le finestre di fronte” a Firenze

Le finestre di fronte. Maria Perilli. Nardini Editore

Il primo romanzo della nuova collana “Connessioni“!

LE FINESTRE DI FRONTE

Dove le finestre si guardano affacciandosi sull’elegante chiostro di un nobile palazzo fiorentino, le luci si accendono sulle vite degli abitanti: la scrittrice di talento, il professionista affascinante, il marito violento, la donna abusata, la ragazzina problematica, la moglie ancora giovane e provocante, gli anziani che ricordano troppo o non ricordano, e infine il testimone misterioso, che arriva ogni giorno in quel cortile e si ferma, mani sul cuore e sguardo rivolto verso l’alto. A un passo dal baratro si può comprendere chi vogliamo diventare e come vorremmo essere considerati?

Mercoledì 29 luglio 2020 – ORE 18.30

Caffè Letterario delle Murate, Firenze. Palco e schermo in piazza delle Murate.

Partecipano con l’autrice MR Perilli: avv. Elisabetta Bavasso; dott. Stefano Fissi, psicologo; Ennio Bazzoni per Nardini Editore.

La violinista Elena Craighead interverrà con alcuni intermezzi musicali. Paolo Piazzesi leggerà brani del libro.

Video di introduzione su schermo digitale.

Connessioni – La nuova collana di narrativa di Nardini Editore

Connessioni Nardini Editore

Il mondo è ormai connesso, collegato, unito: ogni singolo elemento, ogni persona, ogni gruppo sociale vive in relazione agli altri e diviene parte di una rete che è insieme una sicurezza e una fonte di problemi. Spesso la voglia di distinguersi dal gruppo, la diffidenza e la rottura delle relazioni si fanno strada e vincono nell’eterno conflitto fra emarginazione e capacità di comprendersi, di stare insieme. Il movimento continuo, quasi senza ragione, delle particelle del nostro mondo crea e rompe connessioni che prima paiono certe e un attimo dopo si staccano e si rivolgono altrove in modo apparentemente incomprensibile, come una centralina telefonica in perenne fibrillazione. Sono gli stati d’animo e le nostre scelte a gestire questo frenetico bisogno di ri-connettersi, di fare nuovi incontri e insieme abbandonare il vecchio e riscoprire la nostra capacità di amare, lavorare, vivere, conoscere e anche riconoscersi nel nuovo. Ma da cosa dipendono le nostre scelte e gli stati d’animo? Spesso dai fatti, altre volte dall’imponderabile o da scelte di altri. Raccontare i fatti e vederli sotto l’aspetto dei legami che si rompono e si creano è quindi utile a capire meglio le scelte di ognuno di noi e dell’altro, di chi sta accanto a noi. Connessioni come bisogno di tutto e di tutti? Compagnia della folla contro la solitudine? Nel racconto delle “vite connesse” che questa collana editoriale vuole offrire ai lettori si incontrano i problemi di tutti i giorni e i sogni di molti, le sofferenze e le gioie, la comprensione degli altri e i drammi sociali, le assenze e le presenze inaspettate. Il romanzo come forma letteraria è la proposta che avanziamo per verificare il funzionamento delle connessioni, la qualità del contesto sociale o culturale, la capacità di far comprendere i fatti e i rapporti che legano le persone, le idee, i luoghi. “Connessioni” vuole rappresentare, se possibile in modo organico e armonioso, la società moderna e le sue contraddizioni, partendo dal punto di vista dei rapporti personali e sociali e aprendosi – senza pudori e senza preconcetti – a tutte le visioni degli stessi.

La presenza nel mercato editoriale italiano

“Connessioni” sarà presente nelle librerie con proposte di qualità ogni 4 mesi. Pochi titoli ogni anno, nei primi anni, per garantire un serio approfondimento del lavoro di ciascun autore, seguirlo nella preparazione del testo, nelle presentazioni pubbliche, nella promozione del libro.

Il romanzo italiano è lo spazio che vorremmo occupare con questa collana che sarà diretta, per la prima volta nell’editoria italiana (una scommessa anche questa), da scelte comuni fra l’Editore e un Comitato di Lettori che sostituirà la classica figura dell’Editor. Come l’Editor, il Comitato legge, offre pareri, suggerisce, giudica, dialoga con chi scrive e funziona come una figura unica di supporto alla Casa editrice, alla quale spetta il compito di riassumere, favorire il lavoro del Comitato, interagire con gli autori e creare le migliori condizioni per un’edizione di qualità che sia riconoscibile nel mercato editoriale. Il Comitato è costituito da 20 Lettori che ogni volta – non sempre tutti ma in media 10 – si assumono il compito di accettare o rifiutare una pubblicazione insieme all’Editore e quindi anche di funzionare come “antenne” sul mercato per intercettare proposte di titoli interessanti e adatti alla collana. Le scelte finali sono fatte dall’Editore per ragioni anche commerciali ma esclusivamente in presenza di un parere positivo del Comitato e della disponibilità dello stesso a seguire il libro anche nel periodo iniziale della sua proposta al pubblico.

Il Comitato è composto da qualificati professionisti dell’editoria di qualità, operatori culturali, gruppi di lettura, direttori di biblioteche, giornalisti, autori noti, tutti grandi lettori e, a giudizio dell’Editore, degni rappresentanti del mondo al quale il romanzo approvato apparterrà una volta pubblicato. I singoli componenti del Comitato potranno esprimere a loro volta proposte di pubblicazione che saranno giudicate da altri componenti. I nomi dei singoli Lettori di ciascun testo non saranno noti all’autore, così come i singoli giudizi saranno filtrati dall’Editore che consegnerà all’autore una relazione finale riassuntiva e anonima.

Come presentare le proposte di pubblicazione

Gli autori interessati a pubblicare nella collana “Connessioni” dovranno rispettare le seguenti regole e garantire le seguenti caratteristiche del testo proposto:

1. “Connessioni” pubblica esclusivamente Romanzi, non racconti, novelle e biografie.

2. Il testo proposto dovrà essere di almeno 500 mila battute dattiloscritte (compresi gli spazi).

3. L’autore dovrà uniformare il proprio testo alle Norme editoriali della collana. Non saranno presi in considerazione testi che presentino sostanziali differenze rispetto a tali norme, a meno di scelte stilistiche dell’autore che le impongano (per es.: scrittori di grande fama usano una punteggiatura particolare, non usano virgole o non differenziano i dialoghi dal resto del testo…).

4. I testi dovranno essere inviati alla mail [email protected], accompagnati (in un documento word separato dal testo proposto) da: a) profilo dell’autore, con eventuali pubblicazioni precedenti, curriculum di studi, note a sua scelta che aiutino l’Editore e a conoscerlo, recapiti, per un totale di una cartella dattiloscritta; b) Riassunto del testo proposto, di circa una cartella dattiloscritta;  c) una copia di eventuali precedenti Romanzi pubblicati (non racconti, poesie o altro).

5. L’Editore opererà una prima selezione dei testi proposti, in base ai punti precedenti e a un giudizio sull’opportunità di accettare o meno quel determinato testo. I testi che supereranno questo primo filtro saranno presentati al Comitato di Lettori il quale, entro 6 mesi dal ricevimento del testo, potrà esprimere un giudizio negativo (e in questo caso l’Editore comunicherà la decisione all’autore accompagnandola con brevissime note sulle ragioni della decisione), un giudizio positivo (e in questo caso l’autore sarà informato dall’Editore che stabilirà i tempi della pubblicazione) e/o un giudizio interlocutorio, accompagnato da proposte di modifiche, integrazioni, tagli ecc. e dalla segnalazione di incongruenze ed errori nella narrazione o nello stile che, se non corretti, impedirebbero un giudizio positivo sul testo. Tutti i giudizi e tutte le proposte saranno comunicati dall’Editore nella forma che riterrà utile alla migliore comprensione da parte dell’autore. L’Editore, sempre in nome e per conto del Comitato, stabilirà i tempi da indicare all’autore per risolvere eventuali problemi evidenziati. Una volta risolti positivamente i problemi, l’Editore stabilirà i tempi della pubblicazione. L’Editore potrà eventualmente delegare uno dei membri del Comitato a rappresentarlo nel rapporto con l’autore e nelle scelte definitive.

6. I testi approvati per la pubblicazione saranno oggetto di un contratto editoriale che prevederà il rispetto del diritto d’autore e conterrà le clausole di legge per la pubblicazione. Non sono previsti contributi alla pubblicazione o pre-acquisti obbligatori di copie da parte dell’Autore. 7. I testi respinti per qualsiasi ragione da parte dell’Editore non saranno presi in considerazione per la pubblicazione in altre collane di narrativa dello stesso editore.


NARDINI EDITORE – COLLANA “CONNESSIONI”

PRINCIPALI NORME PER GLI AUTORI

Forma del testo
I testi devono pervenire in formato Word registrati su Chiavetta o CD o inviati via mail e in busta che contenga la stampata su carta. La stampata su carta deve avere spazi sufficienti intorno al testo per poter appuntare note; il corpo del testo non deve essere inferiore a 12 con interlinea 14. Il carattere deve essere Garamond o Times o Baskerville.
La lunghezza del testo si misura in cartelle redazionali. La cartella standard contiene 1800 battute, spazi inclusi (n.b.: ogni programma di videoscrittura può calcolare automaticamente il numero delle battute di un testo).
Tutte le pagine della copia stampata devono essere numerate progressivamente, iniziando una sola volta da 1. Eventuali pagine iniziali in numeri romani devono essere numerate allo stesso modo. È preferibile numerare le pagine in basso al centro.
È indispensabile l’uniformità della grafia in tutte le parti del volume, riservando particolare attenzione a quei vocaboli, espressioni e nomi per cui sono comunemente utilizzate forme alternative.
L’Autore deve accordarsi con la redazione per qualsiasi cambiamento rispetto a quanto qui indicato; deve altresì segnalare alla medesima qualsiasi sistematicità di scrittura che intenda adottare e che non sia qui prevista.
Le diverse parti del testo (presentazioni, introduzioni, commenti…, testo principale, indici vari) devono essere chiaramente segnalate, così come ciascun capitolo.
I titoli dei capitoli devono essere scritti con esplicite indicazioni di quali lettere debbano essere maiuscole. In assenza di specifiche indicazioni ritenute necessarie dall’Autore, l’Editore seguirà le scelte grafiche della collana.
Il testo non deve essere consegnato in formato PDF.

Immagini nel testo
All’interno del testo in Word non devono essere inserite immagini di qualunque genere e formato. Le immagini devono essere fornite a parte, in files di formati gestibili (photoshop, tiff, jpg) e preferibilmente a dimensione 300 dpi. Non sono consigliabili immagini fornite in formato PDF.

Maiuscolo e minuscolo
L’uso del maiuscolo deve essere limitatissimo. Si raccomanda di attenersi alle seguenti indicazioni:

  • Nomi di periodi, epoche, ere, eventi di grande importanza hanno l’iniziale maiuscola: il Quattrocento, il Rinascimento, il Neolitico, l’Età del ferro, la Rivoluzione francese, la Rivoluzione d’ottobre (nota bene, l’aggettivazione è sempre minuscola). Ma si noti: la guerra di Secessione, il secolo dei Lumi…
  • Nomi di movimenti artistici e correnti di pensiero si scrivono con la maiuscola:
    l’Umanesimo, il Rinascimento, l’Illuminismo, il Manierismo, il Barocco (ma: stile barocco), il Neoclassicismo, l’Impressionismo (ma: il puntinismo).
    Nomi geografici e di luogo:
    Si scrivono con la maiuscola:
  • i termini che indicano nazioni o zone territoriali corrispondenti a divisioni storiche, politiche e amministrative
  • i nomi di città e quartieri: la Gran Bretagna, l’Impero Romano, l’Occidente, il Medio Oriente, l’Asia, la Toscana, San Siro (attenzione: via, piazza e simili si scrivono in minuscolo).
  • la denominazione di aree geografiche, compresi i termini nord, sud che le compongono (il Polesine, le Alpi, le Langhe, il Sud Italia, l’Italia del Sud).
    Si scrivono con la minuscola:
  • le denominazioni di aree geografiche corrispondenti a forme aggettivate di nomi di località (il cuneese, il casertano)
  • gli elementi fondamentali della geografia fisica terrestre (l’equatore, il circolo polare artico… ma è accettabile Equatore, Circolo polare artico)
  • i punti cardinali quando indicano direzione (ci dirigemmo a nord, navigarono verso oriente).

I nomi propri di mari, monti laghi ecc. si scrivono con la maiuscola; questa si applica anche al nome comune di luogo, quando questo fa parte integrante della designazione e il nome proprio non può trovarsi da solo (le Bocche di Bonifacio, il Tavoliere delle Puglie, il Mare del Nord, l’Oceano Indiano, il Lago Maggiore).

Quando il nome proprio è accompagnato da un termine comune di luogo geografico (mare, monte, lago ecc.), quest’ultimo si scrive generalmente (non obbligatoriamente) in minuscolo se il nome proprio è preceduto da preposizione (il canale della Manica, lo stretto di Bering, l’isola d’Elba, il lago di Garda, il passo del Brennero) o quando il nome proprio può trovarsi anche da solo (il mar Mediterraneo/il Mediterraneo, l’oceano Pacifico/il Pacifico, il monte Cervino/il Cervino, il lago Trasimeno/ il Trasimeno).

Nomi di popolazioni
Sono maiuscoli i sostantivi che identificano gruppi etnici e linguistici (gli Indoeuropei, i Celti, gli Etruschi). Si scrivono con la minuscola gli aggettivi derivanti da nomi di gruppi etnici e linguistici (il popolo etrusco, la civiltà magiara), le denominazioni a carattere generico o basate su caratteristiche fisiche (gli asiatici, i pellerossa, gli aborigeni), i termini indicanti appartenenza a regioni geografiche (gli italiani, i francesi, i napoletani, i russi).

Appellativi e soprannomi
Si trattano come i nomi propri: Tarquinio il Superbo, Pipino il Breve, Lorenzo il Magnifico.

Nomi propri di enti, istituti, organizzazioni, organi giuridici e amministrativi
Si scrivono con la maiuscola lo Stato, il Paese, il Governo, la Repubblica Italiana, la Camera dei deputati, il Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Esteri, la Camera dei Lord, la Regione Toscana, il Comune di Firenze, il Bundestag.
Sono però in minuscolo i termini usati in senso generale derivanti dai nomi propri degli enti dello Stato: i governi, la magistratura, le regioni.

Nomi di partiti e organizzazioni politiche, economiche, sociali, istituzioni militari, confessioni religiose
Sono scritti in maiuscolo

  • i nomi ufficiali dei partiti politici (il Partito Socialista, il Partito Laburista Britannico)
  • i nomi di quelle istituzioni che sono anche indicati con acronimi (l’Organizzazione delle Nazioni Unite, la Comunità Economica Europea, il Fondo Monetario Internazionale)
  • i nomi di alleanze militari anche del passato (il Comitato di Liberazione Nazionale, la Triplice Alleanza, il Patto Atlantico)
  • i nomi di movimenti politici o ideologici derivanti da nomi propri (il Marxismo, il Maccartismo)
  • i nomi propri di corpi militari (le Forze Armate, lo Stato Maggiore dell’Esercito, la Marina Militare, il Battaglione San Marco, la Royal Air Force.
    Si scrivono invece con l’iniziale minuscola:
  • le denominazioni generiche derivanti da nomi delle organizzazioni dei partiti politici (il segretario socialista, il congresso radicale)
  • le denominazioni politiche diverse da quelle ufficiali (l’opposizione, la maggioranza, gli indipendenti di sinistra)
  • le denominazioni di sistemi o movimenti politici (il socialismo, il fascismo, il nazismo)
  • i nomi delle confessioni religiose (ebraismo, islamismo, cattolicesimo)

Nomi di palazzi, locali pubblici, teatri
In genere prende l’iniziale maiuscola solo la parola significativa per la designazione: palazzo Madama, cappella Sistina, teatro della Pergola, cinema Eden, Ospedale maggiore, Clinica universitaria, Stazione centrale. Viceversa avremo: Palazzo municipale, clinica Villa dei Glicini, ospedale Torregalli. Si scrivono invece normalmente con iniziali maiuscole anche le iniziali di edifici e monumenti che hanno un particolare rilievo storico, architettonico e culturale: Palazzo Chigi, la Casa Bianca, la Statua della Libertà, la Torre di Pisa, il Ponte Vecchio. Similmente, si scrivono con iniziali maiuscole le denominazioni straniere di edifici: l’Arc de Triomphe, l’Empire State Building, la National Gallery, Buckingham Palace.

Nomi di documenti ufficiali
Bolla d’oro, Magna charta, Carta del lavoro (nota bene: sempre in tondo, non in corsivo).

Nota bene
Vanno in maiuscolo le iniziali:

  • dei termini Santo, Santa, San quando sono parte di nomi di edifici o di toponimi; in ogni altro caso san/santo/santa si scrivono in minuscolo (san Bernardo, la regola di san Francesco, le lettere di santa Caterina). Attenzione: le lingue straniere impongono l’uso della maiuscola anche nel secondo caso ed ammettono le abbreviazioni (St. Thomas, in inglese, St Etienne – senza punto – in francese).
  • del dialogo entro virgolette introdotto dai due punti.
    Le iniziali delle parole Monsieur, Messieurs, Madame, Madamoiselle, Lady, Lord, Sir e le loro abbreviazioni (che si scrivono senza punto) possono essere anche minuscole (monsieur…)

Occorre limitare il maiuscolo di reverenza: in particolare sono preferibili MA NON OBBLIGATORI in minuscolo i titoli nobiliari, ecclesiastici, accademici, le cariche. Altrettanto per accordi, leghe, guerre, battaglie, paci, trattati, premi, esposizioni, festival: (i colloqui di Yalta – o i Colloqui di Yalta –, la campagna (Campagna) di Russia, la prima guerra mondiale (Prima), il premio Bancarella, la mostra di De Chirico, la biennale di Venezia.

Si scrivono in minuscolo le note musicali, ma le scelte dell’autore qui possono essere determinanti.

Corsivo
Vanno in corsivo tutti i titoli di opere (letterarie, musicali, pittoriche, scultoree ecc.). I titoli di convegni, mostre ecc. sono in tondo tra virgolette. Nella narrativa la scelta dell’autore per citare quotidiani, riviste e periodici può modificare la norma che chiede di mettere questi nomi fra doppi apici “ e ” o sergentini « e ».

Si usa il corsivo anche per:

  • parole straniere sentite come tali in italiano, mentre non vanno in corsivo quelle entrate nell’uso corrente come sport, bar, film, roulotte ecc. (nota bene: in questo caso il termine resta invariato anche al plurale e non prende la ‘s’ finale).
  • per enfatizzare una parola o una frase limitatamente ai casi di effettiva necessità (in alternativa alle virgolette semplici, quelle con un solo apice prima e dopo la parola).
    Nota bene: l’uso del corsivo rende superflue le virgolette (apici).

Attenzione: sono in tondo senza virgolette i nomi di locali pubblici, negozi, aziende, associazioni, enti, palazzi, opere pubbliche, vestigia.

Citazioni
Le parole citate testualmente (dialoghi) sono in tondo tra virgolette italiane basse, dette anche a sergente: «…». Parole e puntini di sospensione interpolati al testo originale sono tra parentesi quadre, […].
La citazione entro il dialogo si rende con l’uso delle virgolette o apici doppi: “… “…” …”. I doppi apici si utilizzano anche per una frase o una parola da citare o una parola il cui significato è da rendere simbolico come quello di una citazione (es.: stando ai “si dice…”). Gli apici singoli si utilizzano per una frase o una parola il cui significato è da rafforzare, sottolineare, rendere prevalente per la comprensione del periodo (es.: il ‘padre nobile’). Gli apici singoli possono essere sostituiti da apici doppi, purché in modo uniforme nell’intero testo e nell’intera collana.
I testi della citazione rispettano la grafia (maiuscole, corsive ecc.) utilizzata nell’originale riportato e non vengono uniformati.
La lettera iniziale del testo riportato è maiuscola o minuscola conformemente all’originale.
Gli incisi dell’Autore scrivente all’interno di un brano citato sono preceduti da virgolette chiuse e seguiti da virgolette aperte, oppure sono posti entro parentesi quadra.
Se la citazione comprende più capoversi, le virgolette si riaprono – senza averle chiuse – ad ogni capoverso.
Se la fine di una citazione parziale coincide con la fine di un periodo del testo, l’ultimo punto segue le virgolette chiuse, omettendo l’eventuale segno di interpunzione interno alle virgolette. Fanno eccezione il punto interrogativo e il punto esclamativo: se appartenenti al brano citato sono sempre interni alle virgolette e non sostituiscono il punto finale esterno, se richiesto.

Dialoghi
Virgolette e punteggiatura nei dialoghi
Se una citazione (dialogo) finisce con un punto di domanda o esclamativo prima delle virgolette basse o sergentini, non si inserisce il punto finale dopo il sergentino. Es. non …Addio!». ma …Addio!».
Altrettanto dicasi se una frase termina con i tre puntini sospensivi… In questo caso è inutile inserire il puntino finale della frase che farebbe diventare i puntini quattro, inutilmente.

«Che ne pensi?»
«Non ho preferenze».

Lui disse: «Me ne vado».
«Bene, signora. Arrivederci» disse.

«Me ne vado» disse lei.
«Me ne vado» disse lei, «e non intendo tornare».
Lei disse: «Me ne vado e ti dico “Basta così”».
Tornando le disse: «Stavo pensando…»

Non è consigliabile utilizzare – se non in testi creativi o poetici nei quali l’autore sceglie volutamente questo sistema per rafforzare un modo preciso di far leggere il suo testo – i puntini di sospensione all’inizio e al termine della citazione. I puntini di sospensione, all’interno del testo, sono sempre solo tre… e vanno messi senza spazi subito prima o subito dopo la frase e la parola scelta.

Accenti
Gli accenti sono segnati secondo la corretta grafia della lingua italiana. All’interno di parola si segnano solo in caso di indubbia ambiguità. Rispettare tutti gli accenti delle parole straniere.
Nota bene: distinguere e accentare correttamente di conseguenza l’accento grave e quello acuto della “e”.
Attenzione: occorre intervenire ogni volta che sia stato usato erroneamente l’apostrofo in luogo dell’accento, riportando la forma corretta. Correggere E’, piu’, cioe’ (e simili) con È, più, cioè.

Quando si vuole indicare un secolo limitandosi alla cifra delle centinaia, si usa la forma in lettere con l’iniziale maiuscola. Forma corretta: il Settecento, non: il ‘700.

Quando si indica il decennio del secolo limitandosi alle decine, è da preferire la forma in lettere con l’iniziale minuscola. È corretto: anni cinquanta o eventualmente anni Cinquanta, non: anni ‘50. Nel caso di date abbreviate separate da trattino l’apostrofo precede solo la prima data (es. ’15-18, non ’15-’18).
Si usa l’apostrofo nelle date in sostituzione dell’indicazione del millennio o del secolo o di entrambi (per esempio: la guerra del ’14).

Quando si vogliono citare singoli anni di notevole importanza storica, limitandosi a decine e unità, è da preferire la forma in lettere con iniziale maiuscola (il Sessantotto, il Quarantotto).
Altri esempi:
1315-20 1315-1320
sec. secolo

Numeri
Nel corpo del testo di narrativa è buona norma scrivere i numeri in lettere, eccetto quando vi sia altro fondato motivo. In particolare vanno in lettere le cifre forfettarie (es. centomila spettatori) o non troppo lunghe (es. trenta denari). Le cifre si cominciano a separare con il puntino a livello delle decine di migliaia (quindi 1000, 10.000).

Trattini
I prefissi anti, auto, extra, filo, iper, neo, pre, post, pseudo, retro, super, vice si uniscono senza trattino salvo quando l’ultima lettera della prima parola e la prima della seconda siano vocali uguali (es. autofficina, ma anche pre-elementare). Il prefisso ex è sempre staccato (ex presidente).

Trattini di sospensione
La sospensione del discorso vuole solo trattini medi – e non corti -.

Abbreviazioni
Di norma, nel testo non si usano abbreviazioni.

Puntini di sospensione
I puntini di sospensione usati talvolta a fine frase devono essere sempre solo tre (…), attaccati alla parola che li precede e mai attaccati a parole che li seguono.

Eufoniche
Ed, ad, od se possibile si devono evitare, preferendo e, a, o, a meno che la parola che segue inizi con la stessa lettera. Quindi è preferibile scrivere “la luce e il buio” e non “la luce ed il buio” ecc. Le d eufoniche, provenienti dal latino, non sono sbagliate (la narrativa vuole anche libertà di scelta, ma la lettura è appesantita) ma sono ormai quasi scomparse, salvo casi specifici anche a discrezione dell’autore.
A contatto con parole straniere, prevale la pronuncia. Esempio: e Einstein; a Hanoi.

Capoversi
Ogni capoverso deve rientrare di 5 mm rispetto alla giustezza (larghezza) del testo.

Apostrofi
L’uso dell’apostrofo segue le regole correnti della lingua italiana.
Le parole tronche non vogliono l’apostrofo tranne i seguenti casi:

  • nei vocaboli nei quali la caduta della sillaba finale abbia lasciato una terminazione
    vocalica: mo’ (modo), po’ (poco)
  • nelle forme imperative del verbo: va’ (andare), fa’ (fare), sta’ (stare), di’ (dire), da’
    (dare)
    Non vanno mai apostrofati tal e qual.
    Si usa l’apostrofo nelle date in sostituzione dell’indicazione del millennio o del secolo o di entrambi (per esempio: la guerra del ’14).

Con Ingmar Bergman parte la nuova collana Blow-Up dedicata ai maestri del cinema

Con Ingmar Bergman parte la nuova collana Blow-Up dedicata ai maestri del cinema

Con un titolo dedicato a Ingmar Bergman e alla sua filmografia, Nardini Editore inaugura la collana Blow-up dedicata ai maestri del cinema. La collana vuole essere una lente di ingrandimento sui grandi protagonisti del cinema, per studiare i dettagli e vedere oltre le apparenze.

L’occhio del diavolo è un film di Bergman che è una raffinata variazione ricamata originalmente sulle trame dei due principali e più rivisitati miti occidentali, quelli di Faust e di Don Giovanni. Ma il titolo di questo libro costituisce anche un filo conduttore che percorre tutta la filmografia del regista. Dalle sue radici luterane Bergman indaga infatti l’agone tra divino e diabolico nella vita umana lasciando all’uomo, sempre preda delle sue allucinazioni e dei suoi smarrimenti, poche possibilità di riscatto. Sennonché il “diavolo” è in fondo Bergman stesso, che con il suo occhio scruta questi agoni, queste lotte, “come in uno specchio”, uno specchio nebuloso, offuscato, distorto.

Franco Marucci ha insegnato Letteratura inglese principalmente nell’Università Ca’ Foscari di Venezia, dove è stato professore ordinario per un venticinquennio. Gli otto volumi della sua Storia della letteratura inglese sono stati pubblicati da Le Lettere, Firenze, 2003-2017, e sono disponibili anche in traduzione integrale inglese (Peter Lang, Oxford, 2018-2019). La sua produzione nell’ambito della letteratura inglese comprende anche svariate monografie critiche su singoli autori, saggi, readers e cure, traduzioni, edizioni di testi. Interessato da sempre ai rapporti tra letteratura e arti, ha scritto sulla filmografia completa di Michelangelo Antonioni e su Luchino Visconti, Federico Fellini, Stanley Kubrick, Woody Allen e altri registi, nel suo blog francomarucci.wordpress.com

Edgar Allan Poe è tornato. A Venezia

Viaggio a Venezia di Edgar Allan Poe

In viaggio con Poe in una Venezia oniricadecadente e visionaria, in cui niente è davvero ciò che sembra, e racconta di calli e canali, ponti e piazze, monumenti e palazzi, locali storici, personaggi e atmosfere dove la Venezia ottocentesca si offre al viaggiatore, alla vigilia di grandi eventi storici, nel suo splendore e nei suoi misteri.

Dopo Viaggio a Napoli di Charles Baudelaire e Viaggio a Firenze di William Shakespeare, finalmente in libreria il nuovo volume della collana Città mai viste di Michele Mingrone (Nardini Editore). Città mai viste così, ma incredibilmente vere, sul filo dei ricordi di soggiorni romantici o di conoscenza, sulle tracce di viaggiatori fantastici e di viaggi forse solo sognati.

Nardini Editore compie 50 anni!

Nardini Editore compie 50 anni!

Nardini Editore, il 23 maggio 2020 compie cinquanta Anni! Una cifra tonda che costituisce già di per sé un grande traguardo. Ma per un editore ormai storico come Nardini può essere anche un nuovo inizio. Sono tantissimi i nuovi progetti che stanno partendo o che partiranno a breve, assieme a una vocazione sempre più nazionale e internazionale. Progetti al servizio soprattutto del mondo dei beni culturali. Ma con collane che ormai abbracciano settori sempre più ampi, dal cinema, al teatro, dalla narrativa all’architettura, dalla saggistica, al viaggio culturale e così via. Anche se siamo giunti ormai a cinquant’anni, con un percorso che a tratti è stato anche molto difficile, non ci manca la voglia di crescere ancora e l’ambizione di fare di più. Con la certezza di poter svolgere più che mai un ruolo fondamentale nel mondo dei beni culturali e del restauro. E non solo.

In questa occasione ringraziamo tutti coloro che ci sono stati vicini in tutti questi anni. Niente sarebbe stato possibile senza le tantissime persone che hanno apprezzato il nostro lavoro e che ci hanno dimostrato la loro amicizia e, perché no?, il loro affetto.
Un grazie di cuore a loro e a tutti coloro (e sono tantissimi!) che in questi giorni ci stanno inviando i loro auguri.
Un pensiero va, però, anche alle persone che, dopo aver condiviso un pezzo, più o meno lungo, del nostro percorso, non possono essere con noi a festeggiare. Come Andrea Galeazzi, vera colonna portante della Casa editrice, che ci ha lasciato l’anno scorso.

Vi invitiamo, comunque, a continuare a seguirci e a sostenerci. Abbiamo in serbo molte sorprese per il prossimo futuro. Purtroppo, la situazione che stiamo vivendo ci impedisce di festeggiare come avremmo voluto. Ma ci rifaremo in qualche maniera appena possibile.

Un grande abbraccio a tutti voi da parte dello staff di Nardini Editore!

Le decorazioni a stucco e la loro conservazione in un volume curato dalla SUPSI di Lugano

Stucchi e stuccatori ticinesi tra XVI e XVIII secolo. Studi e ricerche per la conservazione

Questo volume sugli stucchi raccoglie gli interventi presentati durante la giornata di studi organizzata dall’Istituto Materiali e Costruzioni (IMC) del Dipartimento Ambiente Costruzioni e Design (DACD) della SUPSI di Lugano nell’ottobre del 2018, all’interno del progetto “The Art and Industry of the Ticinese Stuccatori from the 16th to the 17th Century” finanziato dal Fondo Nazionale Svizzero per la Ricerca Scientifica. L’incontro ha voluto offrire l’occasione per mettere a confronto voci spesso lontane: quella dei conservatorirestauratori, degli storici dell’arte, degli esperti scientifici e degli architetti, presentando le attività rivolte alla conoscenza e alla conservazione degli stucchi attualmente in corso in Canton Ticino e aprendo importanti confronti con il VenetoGenovaRomaTorino. Questi sono centri di grande rilevanza per lo sviluppo di una decorazione tridimensionale a cui hanno attivamente contribuito gli stuccatori provenienti dalla Regione dei Laghi e in cui molto si sta facendo per la conoscenza, la conservazione e la valorizzazione di queste testimonianze.

Dall’insieme dei testi, emerge come, nell’ambito degli stucchi, vi siano alcuni temi che attraversano trasversalmente le principali questioni conservative quali quello dei trattamenti consolidanti in presenza di sali magnesiaci e dei sistemi di descialbo o di pulitura. Le comunicazioni di carattere storico-artistico hanno invece illustrato le modalità con cui questi artisti si muovevano fra le varie committenze e di come la forza dei rapporti di parentela e i legami con la terra di origine rappresentassero l’elemento “collante” che ha consentito loro una capillare penetrazione nei diversi ambienti sociali e artistici.

L’intento di questo volume è di iniziare a costruire un percorso comune fra coloro che a vario titolo si stanno occupando delle decorazioni a stucco che possa contribuire al progredire delle conoscenze e allo sviluppo professionale. A cura di Alberto Felici e Giacinta Jean.