Le decorazioni a stucco e la loro conservazione in un volume curato dalla SUPSI di Lugano

Stucchi e stuccatori ticinesi tra XVI e XVIII secolo. Studi e ricerche per la conservazione

Questo volume sugli stucchi raccoglie gli interventi presentati durante la giornata di studi organizzata dall’Istituto Materiali e Costruzioni (IMC) del Dipartimento Ambiente Costruzioni e Design (DACD) della SUPSI di Lugano nell’ottobre del 2018, all’interno del progetto “The Art and Industry of the Ticinese Stuccatori from the 16th to the 17th Century” finanziato dal Fondo Nazionale Svizzero per la Ricerca Scientifica. L’incontro ha voluto offrire l’occasione per mettere a confronto voci spesso lontane: quella dei conservatorirestauratori, degli storici dell’arte, degli esperti scientifici e degli architetti, presentando le attività rivolte alla conoscenza e alla conservazione degli stucchi attualmente in corso in Canton Ticino e aprendo importanti confronti con il VenetoGenovaRomaTorino. Questi sono centri di grande rilevanza per lo sviluppo di una decorazione tridimensionale a cui hanno attivamente contribuito gli stuccatori provenienti dalla Regione dei Laghi e in cui molto si sta facendo per la conoscenza, la conservazione e la valorizzazione di queste testimonianze.

Dall’insieme dei testi, emerge come, nell’ambito degli stucchi, vi siano alcuni temi che attraversano trasversalmente le principali questioni conservative quali quello dei trattamenti consolidanti in presenza di sali magnesiaci e dei sistemi di descialbo o di pulitura. Le comunicazioni di carattere storico-artistico hanno invece illustrato le modalità con cui questi artisti si muovevano fra le varie committenze e di come la forza dei rapporti di parentela e i legami con la terra di origine rappresentassero l’elemento “collante” che ha consentito loro una capillare penetrazione nei diversi ambienti sociali e artistici.

L’intento di questo volume è di iniziare a costruire un percorso comune fra coloro che a vario titolo si stanno occupando delle decorazioni a stucco che possa contribuire al progredire delle conoscenze e allo sviluppo professionale. A cura di Alberto Felici e Giacinta Jean.

Archeologia industriale e conservazione: gli opifici idraulici della Valle Sabbia

Archeologia industriale e conservazione: gli opifici idraulici della Valle Sabbia

Per gli interessati all’archeologia industriale e al paesaggio, Nardini Editore pubblica, nella collana Restauro Quaderni, un nuovo volume, curato da un gruppo di esperti dell’Università di Brescia che ne ha curato la mappatura e lo studio, tratta della valorizzazione degli opifici idraulici in alcuni comuni della Valle Sabbia.

Ciò che rimane degli opifici idraulici, luogo della produzione che ha più caratterizzato il sistema economico della valle, non è sempre facilmente riconoscibile. Alcuni edifici sono stati recuperati, conservando sia la struttura sia parti delle macchine e alcune delle opere idrauliche che servivano per alimentarli. In molti altri casi sono rimaste solo porzioni di muri, pietre sagomate, qualche frammento di opera idraulica. Cionondimeno è proprio con la documentazione, l’analisi e la comprensione delle tracce lasciate dalla decadenza degli opifici, tracce di edifici e di canali abbandonati nei boschi, e delle rimanenze delle soglie delle traverse, dei gargami delle paratoie, degli sfioratori disseminati sul territorio, che si restituisce l’eco dell’epoca in cui quelle reti di servizi, collegate all’industria metallurgica locale, segnavano profondamente il territorio. Riconoscere e riconnettere queste tracce ci permette di riannodare i fili che sussistono tra il paesaggio e la sua antropogenesi.

– Tessere (di) paesaggio
– Notazioni sullo sviluppo della siderurgia in Valle Sabbia
– Opifici idraulici e opere idrauliche in Valle Sabbia
– Conservare l’archeologia industriale
– I sistemi di opifici idraulici della Valle Sabbia: opere idrauliche e manufatti edilizi
– I Comuni di Agnosine, Bione, Capovalle, Casto, Mura, Lavenone, Idro, Odolo, Pertica Alta, Pertica Bassa, Anfo, Provaglio Val Sabbia
– Criteri per la conservazione di opifici idraulici e delle opere idrauliche
– Indicazioni per gli interventi

La fotografia. Prevenzione, conservazione e restauro

La fotografia. Prevenzione, conservazione e restauro

Un numero ampio di restauratori e studiosi della fotografia affrontano la cultura materiale e gli aspetti di prevenzione, conservazione e restauro dei maggiori processi fotografici e cinematografici, dai dagherrotipi alle tecniche argentiche, da quelle non argentiche alle stampe digitali. I beni fotografici e cinematografici, così come tutti i beni culturali, necessitano di azioni di tutela, conservazione e restauro. Nell’ambito specifico, oltre al deterioramento fisico, chimico e biologico, interviene sempre di più l’obsolescenza tecnologica a complicarne conoscenza e accesso. i saggi contenuti in questo volume approfondiscono gli aspetti storici e tecnologici come base per una discussione metodologica sulla materialità del beni, prima e dopo il restauro, evidenziando le criticità specifiche di ogni forma di deterioramento ed esaminando le pratiche di intervento adottate per ciascuno dei maggiori procedimenti, dalle origini al digitale. L’ultima sezione è, infine, dedicata alla gestione delle emergenze.

a cura di Barbara Cattaneo
242 pagine, illustrato a colori
Formato 17×24 cm, brossura
Isbn: 9788840442242

I leganti nell’arte contemporanea. Sfoglialo in anteprima

I leganti nell'arte contemporanea. Sfoglialo in anteprima

Che colori hanno usato Jackson Pollock, Frank Stella e Roy Lichtenstein? con quale resina Burri ha realizzato i famosi cretti? Cos’era la misteriosa Membranite? I colori acrilici sono nati per caso? Come si restaura l’arte contemporanea realizzata con resine sintetiche?

Il libro affronta l’introduzione delle resine nel mondo della produzione dell’arte contemporanea. Per estensione oggi si definiscono spesso acrilici tutti i dipinti realizzati con resine sintetiche, ma in realtà gli acrilici non costituiscono la loro totalità. I leganti sintetici hanno affiancato il classico olio nei cataloghi dei prodotti di belle arti a partire dalla fine degli anni Cinquanta, ma il loro utilizzo risale addirittura agli anni Trenta, anche se con modalità artigianali e occasionali. Si illustra il percorso che ha portato allo sviluppo di queste tecniche pittoriche, che ha radici nell’Ottocento con la nascita dei colori industriali. Vengono descritte la natura dei leganti sintetici, le formulazioni a solvente e all’acqua, le cause di degrado e le problematiche del restauro come la pulitura e il consolidamento. Infine si descrivono le tecniche diagnostiche utilizzate per la loro identificazione.

Pagine 144, cm. 15×21, illustrato in bianconero e a colori, copertina in brossura con bandelle. Marzo 2020
Collana: Arte e Restauro/Manuali

Sfoglialo in anteprima e consulta l’indice alla pagina
https://www.nardinieditore.it/prodotto/leganti-arte-contemporanea/

Chemistry for Restoration. Painting and Restoration Materials

Chemistry for Restoration. Painting and Restoration Materials

We consider the production of a specific book, Chemistry for Restoration, addressing all general and applied issues of chemistry, the “alien” scientific discipline primarily involved in conservation, instrumental in collecting and organising the many experiences and advancements that during recent decades have often been accumulated in a disorganised manner. Of course this book is also useful in addressing educational and training needs. Today, schools of conservation and restoration are present all over the world. Young students who choose this type of professional activity should be trained, from the very beginning, within the typical interdisciplinary environment that characterizes the conservation of cultural heritage. This chemistry book dedicated to conservation and restoration aims at communicating and transferring to this field specifically addressed and targeted notions and concepts, without losing sight of a high scientific level…

Authors: Mauro Matteini, Rocco Mazzeo, Arcangelo Moles
Pages 372, paperback, cm 17×24, illustrations in black and white, 20 color plates, year 2016
Isbn/Ean code: 9788840444505

For more information and contents:

https://www.nardinieditore.it/wp-admin/customize.php?url=https://www.nardinieditore.it/prodotto/spostamenti-prose-e-racconti/&autofocus%5Bsection%5D=product-page

Il cantiere di restauro dell’architettura moderna. Teoria e prassi

Perché e come restaurare un’architettura moderna? Dalla tutela alla progettazione per approdare al cantiere con il supporto delle più nuove tecnologie disponibili nel settore.
Una panoramica sulle questioni di identificazione e tutela del patrimonio dell’ultimo secolo, con alcuni illustri casi studio, contributi tecnici che approfondiscono la conoscenza dei materiali del ‘900 e le modalità di diagnostica per lo stato di conservazione e le problematiche strutturali degli edifici. Tecnologie di rilievo e cantiere e utilizzo di nuove tecniche per conservare le superfici, consolidare le strutture e operare per il loro adeguamento sismico cono alcune delle tematiche che il volume illustra con un ricco corredo di immagini tratte da numerosissimi cantieri.

I templi di Paestum e la storia del loro restauro in un nuovo volume

Restauri dell'antico a Paestum. Nardini Editore



Nardini Editore, in collaborazione con il Dipartimento di Architettura dell’Università di Napoli “Federico II”, pubblica un importante volume sulla storia dei restauri delle celebri architetture di Paestum con particolare riferimento al Settecento e Ottocento. Una fase fondamentale per la comprensione dei restauri necessari alla protezione delle strutture architettoniche e che ha fornito nuovi riscontri della scienza della conservazione.

Vera e propria icona della riscoperta neoclassica dell’architettura, la città antica conserva le tracce di una storia strettamente connessa alle problematiche di tutela e conservazione del patrimonio, che è rimasta a lungo ignorata.

Il volume, Restauri dell’antico a Paestum curato da Stefania Pollone, di 460 pagine, è riccamente illustrato con immagini in bianconero e a colori. Ed è di notevole interesse per architetti, archeologi, restauratori, docenti e studenti e per chi è interessato ad approfondire la storia di un sito, Paestum, di fondamentale importanza nell’ambito della storia dell’architettura e della storia dell’arte.

Il volume è l’ultimo pubblicato della collana Architettura e Restauro che affronta i grandi temi del restauro e della conservazione dell’architettura: quando i segni della storia segnano profondamente un territorio. Con approfondite ricerche.

Per saperne di più:
https://www.nardinieditore.it/prodotto/restauri-antico-paestum-proposte-cantieri/



Arte e Restauro Manuali. Con I leganti nell’arte contemporanea parte la nuova collana Nardini Editore di Restauro e Conservazione

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Arte e Restauro Manuali. Con I leganti nell’arte contemporanea parte la nuova collana Nardini Editore

Con il primo volume scritto da Leonardo Borgioli, I Leganti per l’Arte Contemporanea, nasce ufficialmente la nuova collana di Nardini Editore diretta da Leonardo Borgioli e Alberto Felici e dedicata al mondo del restauro e della conservazione. Una collana che propone studi, esperienze, tecniche ed esempi relativi a specifici interventi di restauro e di conservazione sui beni culturali, per approfondire le conoscenze su trattamenti, materiali e tecniche esecutive. I testi affrontano in maniera concreta le procedure e le tipologie di intervento. Il continuo confronto fra la teoria e la pratica offre, attraverso la descrizione di casi reali, un metodo di studio e di lavoro utile a fornire un’approfondita e puntuale conoscenza delle specifiche tematiche.

Leonardo Borgioli, chimico, ha lavorato come ricercatore in tutti i settori del restauro. Ha messo a punto numerosi formulati oggi utilizzati nei cantieri e nei laboratori. È responsabile dell’ufficio tecnico-scientifico di C.T.S. srl e coordina vari progetti di studio sui materiali per la conservazione, oltre a collaborare con la società di diagnostica R&C Art. Ha pubblicato vari libri sui materiali per l’arte contemporanea e il restauro. Per Nardini Editore, assieme ad Alberto Felici, dirige la collana Arte e Restauro/Manuali. Ha pubblicato per Nardini Editore il volume I Leganti nell’Arte contemporanea.

Alberto Felici è diplomato all’Opificio delle Pietre Dure di Firenze nel settore Conservazione e Restauro di Pitture murali e Stucchi e laureato in Storia dell’Arte all’Università di Firenze. Dopo una lunga esperienza di interventi di restauro svolti come libero professionista, è stato per molti anni restauratore e docente presso l’Opificio delle Pietre dure. Attualmente collabora con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Firenze, Prato e Pistoia e l’Università SUPSI della Svizzera. Per Nardini Editore ha pubblicato diversi testi, Le impalcature nell’arte e per l’arte, Il Colore Negato e il Colore Ritrovato e Consigli/Tips.

Convegno Aplar 7 Applicazioni laser nel restauro – Venezia. Palazzo Ducale, 7/8 novembre 2019

APLAR 7 – Venezia. Palazzo Ducale, 7 – 8 novembre 2019
Ingresso al convegno dalla ‘Porta della Carta’, Piazza San Marco, 1

PROGRAMMA

GIOVEDI’ 7 NOVEMBRE 2019

9.15 ACCOGLIENZA e REGISTRAZIONE

SALUTI e INTRODUZIONE AL CONVEGNO
10.00 Emanuela Carpani Soprintendente SABAP per Venezia e Laguna
Gabriella Belli Direttore Fondazione Musei Civici, Venezia
Anna Brunetto Ideatrice Convegno APLAR

PRIMA SESSIONE Moderatori: Giorgio Bonsanti e Barbara Mazzei
10.30 47 years of use of lasers in Cultural Heritage preservation
John F. Asmus, University of California, San Diego, UCSD, La Jolla, USA
Vadim Parfenov, University of Saint-Petersburg, Russia
11.00 Esperienze di pulitura e archeometria su marmi antichi mediante laser
Lorenzo Lazzarini, LAMA – Iuav, Venezia
11.30 Un’avventura iniziata a Venezia
Giancarlo Calcagno, Altech srl, Vicenza
11.55 Palladio: the first ever laser for restoration designed and made in Italy
Antonio Raspa, Quanta System S.p.A., Varese
12.15 Review of the bright ’90s with the full development of Laser Cleaning in Conservation
Renzo Salimbeni, IFAC-CNR, Firenze
12.45 From the past to the future: Er:YAG laser cleaning of paintings
Adele De Cruz, Museum of Natural History of New York
Maria Perla Colombini, SCIBEC-Università di Pisa
13.15 Er:YAG Lasers in Artworks Conservation
Ed Teppo, Montana (USA)

13.40 / 15.00 PAUSA

SECONDA SESSIONE Moderatori: Lorenzo Appolonia e Paolo Salonia
15.00 Note tecniche sull’impiego del laser negli interventi conservativi su materiali lapidei e superfici decorate dell’architettura: un percorso metodologico durato 25 anni
Luciana Festa, Carla Giovannone
15.25 Storia delle esperienze laser all’Opificio delle Pietre Dure di Firenze: applicazioni, ricerca e creatività
Giancarlo Lanterna
15.50 Laser cleaning at the British Museum: a retrospective
Capucine Korenberg, Michelle Hercules, Tracey Sweek, Lucia Pereira-Pardo, Lucia Melita
16.15 Restauro con laser nei Balcani: dall’antico al moderno
Joakim Striber
16.40 Fotonica e conservazione: stato dell’arte e prospettive
Salvatore Siano
17.05 Sicurezza laser: Norme di riferimento e obblighi per l’utilizzo da parte dell’operatore
Laura Bartoli
17.20 Adamo, Eva e Marte: LQS e la pulitura di tre statue rinascimentali a Venezia
Jonathan Hoyte

VISITA GUIDATA
17.40 Visita guidata alle sculture Adamo, Eva e Marte conservate nella Sala dello Scrutinio di Palazzo Ducale.

VENERDI’ 8 NOVEMBRE 2019

TERZA SESSIONE Moderatore: Roberto Pini
9.00 Applicazioni di tre sistemi laser di pulitura a confronto, per la rimozione di croste nere, ridipinture e residui di protettivi, sul ceppo lombardo disgregato e sul granito di Baveno
Cristiana Bigari, Enzo Medardo Costantini, Antonio Sansonetti, Ulderico Santamaria
9.20 Applicazioni avanzate del laser in fibra per la pulitura di un sarcofago del Museo Pio Cristiano dei Musei Vaticani
Maria Gigliola Patrizi, Ulderico Santamaria, Fabio Morresi, Umberto Utro, Alessandro Vella, Fabio Castro, Tiziana Pasciuto
9.40 Applicazioni laser su superfici lapidee di grandi dimensioni: tempi di applicazione e risultati a confronto
Francesca Zenucchini, Marie Claire Canepa, Roberta Coco, Anna Piccirillo, Michela Cardinali, Paola Manchinu
10.00 La rimozione delle scritte vandaliche: prove preliminari di pulitura di materiali lapidei con un laser in fibra attiva (Yb:YAG)
Amelia Suzuki, Cristiano Riminesi, Barbara Salvadori, Silvia Vettori, Marilena Ricci,
Laura Bartoli, Alessandro Zanini
10.20 Rimozione selettiva di biodeteriogeni da un manufatto in arenaria con laser Er:YAG (2940 nm)
Francesca Gervasio, Lea Ghedin, Enrica Matteucci, Marco Nervo, Rosanna Piervittori, Francesca Zenucchini
10.40 Pulitura laser di marmi con policromie e dorature: il caso del Dossale d’altare della Cattedrale di Orte (VT)
Giorgia Galanti, Daria Montemaggiori, Simona Pannuzi

11.00 / 11.30 PAUSA

QUARTA SESSIONE Moderatore: Giancarlo Lanterna
11.30 New technique of removing “gold” bronze from gold leaf on icon
Joakim Striber, Jelena Delfar Uzelac, Vanja Jovanovic
11.50 Pulitura laser del bronzo non dorato conservato in interno: un approccio innovativo per la messa a punto dei parametri operativi e tecnica di applicazione ad immersione
Antonio Mignemi, Veronica Collina, Nicola Ricotta, Laura Speranza, Stefania Agnoletti, Andrea Cagnini, Simone Porcinai, Monica Galeotti
12.10 Valutazione di differenti strumentazioni laser per la rimozione di scialbo da una stesura in blu di smalto del dipinto murale del San Rocco a Ponte Capriasca (Svizzera)
Francesco M. Wiesner, Maria Rosa Lanfranchi, Anna Brunetto, Claudia Daffara
12.30 Il descialbo laser della pittura murale cinquecentesca raffigurante San Rocco a Ponte Capriasca (Svizzera)
Greta Acquistapace, Anna De Stefano, Francesco M. Wiesner
12.50 Il descialbo delle pitture murali di epoca carolingia tramite ablazione laser. Il caso dell’abside centrale del Monastero di Müstair (Svizzera)
Alberto Felici, Francesca Reichlin, Marco Raffaelli, Jana Striova, Raffaella Fontana, Patrick Cassitti, Marta Caroselli, Valentina Trafeli, Alessandro Zanini, Cristiano Riminesi

13.10 / 14.40 PAUSA

QUINTA SESSIONE Moderatore: Alessia Andreotti
14.40 Varnish removal from Easel paintings with YAG lasers
Maxime Lopez, Xueshi Bai, Stéphane Serfaty, Nicolas Wilkie-Chancellier, Michel Menu, Vincent Detalle
15.00 Applicazione della radiazione laser a diversa lunghezza d’onda per la pulitura delle campiture di azzurrite a tempera
Giulia Cappelloni, Gloria Tranquilli, Francesca Fumelli, Annamaria Giovagnoli, Gianfranco Priori, Fabio Aramini, Lucia Conti, Fabio Talarico, Giulia Germinario
15.20 Applicazione laser Er:YAG su superficie di grande dimensione. La pulitura di un’opera del Tintoretto
Anna Brunetto, Giulio Bono, Amalia Basso, Alessandro Longega, Fabio Frezzato, Claudia Daffara
15.40 Pannelli cinesi Coromandel (tecnica Kuan Cai): approcci di pulitura specifici basati sullo studio delle diverse campiture di colore
Francesca Zenucchini, Valentina Tasso, Paola Croveri, Roberta Iannaccone, Michela Cardinali, Paola Manchinu
16.00 Il caso del mantello cerimoniale Tupinambá
Daniele Ciofini, Guia Rossignoli, Isetta Tosini, Giancarlo Lanterna, Salvatore Siano
16.20 Applicazioni laser su opere contemporanee monocrome: successi e insuccessi
Luisa Mensi
16.40 Pulitura laser su plastiche in lastra: test di valutazione della soglia di rischio
Elena Zaccagnini, Grazia De Cesare

17.00 / 18.00 TAVOLA ROTONDA E DIBATTITO Moderatori: Giorgio Bonsanti e Paolo Salonia
Il domani della tecnologia laser correlata alla diagnostica: l’ottimizzazione e l’applicazione dei parametri tecnici.

The future of laser technology related to diagnostics: optimization and application of instrumental parameters.

Intervengono:
Lorenzo Appolonia, Vincent Detalle, Barbara Mazzei, Roberto Pini, Stefano Volpin, Alessandro Zanini

Il Programma del Convegno può essere consultato anche al link http://www.aplar.eu/programma.php
Il Convegno sarà in lingua Italiano-Inglese e viceversa con traduzione simultanea.
Si ricorda che l’ingresso al Convegno richiede l’Iscrizione da effettuare al link http://www.aplar.eu/form_registrazioni_conve_aplar7.php?header_images

Stone artefacts conservation

STONE ARTEFACTS

WHAT CONSERTAVION MEANS

STRATEGY FOR CONSERVATION
Conservation is a duty of protection that each one of us has in relation to the environment, its cultural heritage, its diversity and identity respect to other ethnic groups, religions and social status. Generally it means to promote and contribute to conservation of material and immaterial works: our culture and our custom, our art that have been passed down and that we must deliver to the future generation. This is achieved through steps involving the materials constituting the artifacts and the environment conservation. We must know the materials, their behavior, their interactions with the environment to having correct vision of the specific conservative needs.

In principle there are three times correlated with the conservation of artifacts:
– ancient, where the knowledge of the materials was of great relevance to workers and artists;
– intermediate, characterized by the exchange of books, collections and museums;
– modern, where it exceeds the traditional materials and traditional methods with the study of the dynamics of degradation and the behavior of ancient materials and synthetic ones used for the restoration.
The requirements of knowledge regarding modern treatments are: thorough knowledge of the constituent materials, knowledge of the ‘excursus vitae’ of the artifact; knowledge of conservation and awareness of the treatments received by the artifacts over the years.
Based on the knowledge mentioned before, derived from the interpretation of data and intersection from scientific analytical processes and research of historical sources, we can develop the most advantageous strategy for conservation.
In any type of artistic work, there are technological or restoration operations that involve the use of natural and synthetic materials, traditional or innovative, always with interactions or physical or chemical contact with the materials constituting the artifacts. They are typical of the type of each work of art.

Preliminary studies
Preliminary study allows us to understand and have full and complete knowledge of the work of art to be restored. This study is summarized in a number of preliminary researches concerning the publications that cover the issue of interest, findings, architectural components and archaeological sites to be retained; historical photos and archival reports and/or techniques on any conservative intervention made in the past. The preliminary study also includes:
– graphic survey: plants, share, sections, any significant relief in scale 1:1, paintings of areas of particular interest;
– photographic survey: general photographs, photographic survey of the conservation condition before the restoration, photos documenting particular areas to be studied carefully.
The survey (two-dimensional and/or three-dimensional) must be finalized to the knowledge of the work of art, assuming, for example, that our reference unit for a wall structure is ashlar stone. The use of non-destructive investigation methodologies is useful for the analysis on sight, the photographic and reflectographic relief, which contribute significantly to the knowledge of the areas and materials and are able to highlight the differences just perceptible or completely invisible to naked eye, and often help in the identification of significant restorations, various states of degradation, etc..
The most significant parameters through which to articulate the visual observation are: geometry of the object, types of materials, colors, size and performance, size and characteristics of the eventual joints of mortar in the interstices, composition, iconography,
conservation status and points of sampling.
There are various non-destructive methods for the relief of the color in terms of both quality and quantity: the traditional relief and digital photography using band kodak as a color reference, for a more faithful reproduction of the areas concerned. The method of visual comparison relies on the comparison between the colors under consideration and a set of standard samples, such as the Munsell book of color (1488 samples of color); the instrumental relief is based on the elaboration of the measure of diffuse reflectance from the surface of the sample.

science and conservation stone artefacts 2_2
Pitting in mosaic tesserae

MORPHOLOGIES OF ALTERATION AND DEGRADATION
THE ITALIAN STANDARD UNI 11182/2006
This Italian standard provides the definitions of terms used to indicate the different forms of alteration and micro-organisms visible macroscopically. The document permits the detection of the state of conservation of the stone surface and the definition of the causes, while the extent of the alteration will be detected later by diagnostics. In this context, alteration is a modification of the material that does not necessarily imply a deterioration of characteristics in conservative terms, while degradation is a modification of the material that involves a deterioration of characteristics in conservative terms. We list below the terms of alteration and degradation with their definition.
– Absence: loss of three-dimensional elements (in the arms of a statue, in a loop, mosaic floor tiles).
– Alveolization: presence of cavities of variable shape and size, such alveoli, often interrelated and uneven distribution.
– Biological colonization: presence, macroscopically detected, of micro and/or macroorganisms (algae, mosses and lichens).
– Biological patina: thin and homogeneous layer, consisting primarily of micro-organisms of varying texture, color and adhesion to the substrate (Figure 2.1).
– Boundary of migration: limit of the migration of water, usually upwards, which is manifested by the formation of efflorescence and/or loss of material. It is generally accompanied by change of color saturation in the area below.
– Casting: tracks vertically performed; frequently they are several in parallel.
– Chromatic alteration: natural variation of the parameters that define the color of the material. It generally covers the entire surface of the materials concerned; when the alteration occurs in a localized area, it is preferable to use the term stain.
– Crust: modification of the surface layer of stone, of variable thickness, generally hard, distinguishable from the underlying parts for the morphological characteristics and often in color. It can also detach spontaneously from substrate that generally appears disrupted and/or powder. – Deformation: change in shape that involves the entire thickness of the material.
– Differentiated degradation: loss of material from the surface, indicating the heterogeneity of the texture and structure; in the case of plaster can take a characteristic form similar to a small rose.
– Disintegration: de-cohesion with the fall of material in form of powder, or tiny fragments. Sometimes the term ‘pulverization’ is used as a synonymous.
– Efflorescence: formation and appearance of crystalline powder, usually white, on the surface.
– Encrustation: stratiform compact deposit, generally adherent to the substrate. The deposit is defined concretion when it is preferentially developed in a direction not coinciding with that of the stone surface and takes the form of stalactite or stalagmite.
– Erosion: removal of material from the surface which in most cases is compact.
– Exfoliation: formation of one or more laminar portions, called ‘sheets’, with very reduced thickness and sub-parallel between them.
– Film: superficial layer of transparent or semitransparent substances, which are consistent with each other and unrelated to the stone material (for example protective film, film with aesthetic function, etc.).
– Fracture or slot: discontinuity in the material that implies the mutual displacement of the parties. In the case of incomplete fracture, in Italy we use the term cricca; when the phenomenon occurs in the glassy coating of ceramic materials, we use the term cavillo.
– Graffiti vandalism: affixing of colored paint on the surface of the work.
– Lacuna (gap): discontinuity with loss of material, for example part of a plaster or a painting, piece of ceramic body or ceramic coating, mosaic tiles, etc.

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Biological patina on a building in Rimini: macrophoto on the left
and microphoto on the right.

– Patina: natural modification of the surface; it is not connected to particular phenomena of degradation and is perceived as a variation of the original color of the material.
– Pitting: Degradation that occurs with the formation of blind holes, numerous and close together. The holes mainly have cylindrical shape with a maximum diameter of a few millimeters (Figure 2.2).
– Posting: a) mortar: discontinuity between layers of plaster, both among themselves and with respect to the substrate, that usually preludes to the fall of the layers themselves; b) ceramics: discontinuity between coating and ceramic body or between two coatings.
– Stain: localized color variation of the stone surface (especially marbles); it is related to the presence of foreign material (water, oxidation products of metallic materials, organic substances, paints, and microorganisms).
– Superficial deposit: accumulation of materials of various nature, such as dust, soil, guano, on the surface. The deposit has variable thickness, generally poor coherence and poor adhesion to the material below.
– Presence of vegetation: presence of herbaceous plants (higher plants).
– Swelling: localized lifting of the material surface, variable in shape and texture depending on the state of conservation.

DOCUMENTATION OF THE CONSERVATION STATE
The morphologies of alteration and degradation must be graphically represented by thematic tables, also the constituent materials must be marked in such a way that helps in understanding and interpreting the conservation status of an artifact prior to conducting any intervention. So is important and fundamental the graphic and photographic documentation of conservation status of the artifact before conservative intervention.
The diagnostics along with the archival documents are to be considered our point of departure for a project of conservation and without which it is not possible to perform a correct conservative intervention.
The thematic charts of conservation status are the identity card of the artifact and this should highlight the types of materials, morphology of deterioration and alteration and their location.

THE PRINCIPLES OF CONSERVATION
In principle, every intervention of conservation can be divided into three main phases: cleaning, consolidation and protection; not necessarily all three are present and not always the sequence of execution is the one cited above. Reasons of safety for the artifact sometimes recommend its pre-consolidation before cleaning it. Generally the conservative intervention terminates with its detailed documentation.

CLEANING
Cleaning is the removal of materials, unrelated or not, in different state of aggregation and of different nature (crust, concretion, patinas, deposits, vegetal and animal organisms) which disrupt or prevent the enjoyment of any aesthetic or material level of the artifact. In fact its action or a too vigorous cleaning may also remove historical patinas, reducing the artifact to a mere material object, deprived of its past. Often enough in recent times, a thorough cleaning was carried out that affected the work, such as a polychrome surface.
This is an outdated view of cleaning, the “renewal” of a surface; today, cleaning means “thinning” of the surface patina of an artifact. The purpose of cleaning, in terms of conservation, is to remove what is harmful to the stone: soluble or insoluble salts, layers of various materials intentionally used and not suitable or no longer functional, infesting vegetation, dirt, etc., respecting the upper layer of the artifact. And this should occur without producing harmful substances for the conservation of the materials, or micro abrasion on the surfaces.
The main cleaning methods can be grouped into: physical, chemical and mechanical. Before performing the cleaning operations, the following preliminary operations should be made:
– detailed analysis of the consistency of the materials,
– analysis of reaction products,
– pre-consolidation (reversible) if there is a need.
Water is among the most common solvents for cleaning operations, although in some cases it is incompatible with certain substrates, because most artistic materials are insoluble in water (metals, stones, textiles, organic materials). In addition, because many substances are conveyed by water, this last can operate equally well in their removal.

CONSOLIDATION AND PROTECTION
The term “consolidation” indicates a treatment designed to improve the cohesion and adhesion between the constituents of a artifact. Consolidation must restore the structural continuity of the material and recover the primary characteristics of matter, or at least bring them close to their initial values. It must not exaggerate in the continuity, or block the existing porosity. Of course all of this while respecting the meaning of the artifact and its iconographic aspect. The consolidation should bring benefits to the structure of the material, but without exceeding in this, otherwise you can get imbalances and very dangerous tensions in the structure. Consolidation should not alter the appearance of the materials of the artwork (increasing the reflectivity, colour saturation) and respect the characteristics of the materials.
The inorganic consolidants have considerable affinity with the stone, as regards the physical properties, and they last more than the organic materials, but the improve of mechanical properties induced by inorganic consolidants is much lower. With inorganic
consolidants you can not weld cracks whose walls are distant less than 50-100 microns. This is because the hardening of the inorganic compounds is too rapid; in addition there may be the clogging of the pores near the surface. Difficulties in penetration there are also for organic consolidants, in particular those with large polymer molecules. The distribution of the consolidant within the stone also depends on the concentration of the solution, the type of solvent, the contact time, pressure and temperature of the working environment.
Each material undergoes processes of transformation caused by environmental imbalance. The protection interventions are designed to make these transformations less likely or slower. The protection offered by chemicals is to reduce the penetration of water inside the porous structure, making the surface and the walls of the pores hydrophobic; consequently are reduced all the phenomena that develop in the presence of water, such as transport and crystallization of salts and the phenomenon of freezing/thawing.

DOCUMENTATION OF THE CONSERVATIVE INTERVENTION
Finally, it is of fundamental importance the graphic and photographic documentation of the various conservative interventions performed on an artifact. The graphical documentation can be done through tables showing the themes and highlighting the areas of intervention and the type of intervention performed.
You must make an extensive photographic documentation during the operations for the conservation and restoration; at the end of each work, there must be a report, which is a technical-scientific summary of what was done to the artifact, with lots of graphic and photographic documentation. In addition the results of the work must be made public, with conferences, scientific meetings and subsequent publication, so that the work is found to be consultable from interested persons and not. This documentation helps the restorer to apply the most appropriate methodologies to obtain excellent results. In addition, it will be of paramount importance to perform other conservative interventions in the future.

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Science and Conservation for Museum Collections