Una nuova idea di letteratura

di Loredana Ficicchia

Imprevedibile, musicale, indifferente alla trama. E’ un’idea di letteratura alternativa quella che guida la scrittura del nostro autore che con Nardini ha pubblicato “L’orizzonte degli eventi”, il suo terzo romanzo (un altro è in cantiere). Già direttore responsabile della Gazzetta del Sud, il bernoccolo della fotografia e la grande passione per i libri sacrificata sull’altare della carriera di giornalista, Alessandro Notarstefano è preoccupato per le sorti della letteratura.

Direttore, ce lo spiega?

Siamo ammalati di intrattenimento e fiction animati da poliziotti e commissari, votati a soddisfare le logiche commerciali. Ma non ho la postura dell’anziano se affermo che sulla scia dei grandi scrittori del passato, occorre recuperare il fascino della divagazione, indurre il lettore alla riflessione. Ma questo genere di letteratura è in sofferenza.

Cioè?

Nei miei libri è evidente che sono interessato al “come”, piuttosto che al “cosa”, ovvero alla trama. Gli eventi raccontati come fotogrammi, per esempio nel libro “L’Orizzonte degli eventi”, si svolgono in contemporanea. Ognuno come uno strumento fa parte di un’orchestra che intona le stesse note.

Il soggetto?

E’ pretestuoso. E anche le parole contengono quell’opacità essenziale alla vera letteratura, ossia la capacità di evocare luoghi, sensazioni, sentimenti, etc. Concedendosi alle divagazioni, ben dosate.

I suoi libri sono legati alla Scienza?

La mia è una letteratura non lineare, densa di rimandi, di giochi, di ricorrenze. Sono attratto dagli sperimentalisti francesi come il grande Georges Perec (La vie mode d’emploi, Ndr). Il tempo è sempre smaterializzato e questo mostra una stretta connessione con la Fisica e le sue suggestioni. Non è una scelta casuale il titolo “L’orizzonte degli eventi”.

Lo spiega meglio?

L’orizzonte degli eventi è l’effetto di una stella che collassando crea un buco nero. La gravità risucchia tutto quanto e le cose si allineano in un non luogo, in un ultimo presente fuori dal tempo. Ecco questa situazione mi ha offerto le coordinate per scrivere un romanzo orizzontale sulla condizione umana.

E la nuova creatura letteraria?

Ci sto lavorando, sono due storie a incastro, l’una contiene l’altra.

Lei direttore, è un giornalista di razza.

Ho abbracciato il mestiere 40 anni fa e per 12 anni (fino al 2024) ho diretto un quotidiano tra i più importanti del Meridione. Tengo a precisare che a differenza dello scrittore un giornalista scrive per farsi capire, racconta i fatti, non espone le sue parole a diverse interpretazioni. Così dovrebbe essere. Ma la chiarezza e la sintesi sono altro dalla letteratura. Che invece ti fa viaggiare, sognare e riflettere.

Il suo primo libro è del 1987. Qualcuno lo ha incoraggiato ad andare avanti?

Sì. Ho avuto la fortuna di conoscere la poetessa Maria Luisa Spaziani. Lei mi ha dato fiducia e mi ha instradato nel mondo della letteratura. Poi il giornalismo e la carriera hanno avuto la meglio. Ora ho più tempo per tornare ai miei libri. Ho comunque sempre letto di tutto, sono un onnivoro, come si dice “un forte lettore”.

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